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Dawkins, Babbo Natale e cosa significa “indottrinare” un bambino

Nella prima parte di questo post, Dawkins presenterà esempi di fragilità psicologica dei bambini, e dell’ascendente assoluto che i genitori hanno su di loro — ascendente di cui è facile abusare. Nella seconda parte di questo post, vedremo la risposta di Dawkins ad uno scienziato che lo accusa di aver danneggiato a sua volta la mente di un bambino, raccontandogli che Babbo Natale non esiste.

Il seguente brano è tratto dal libro di Dawkins “Unweaving the rainbow: science, delusion, and the appetite for wonder” (disponibile in italiano con il titolo “L’arcobaleno della vita. La scienza di fronte alla bellezza dell’universo”). (La traduzione è mia.)

[...]

Una volta il primo di aprile, quando io e mia sorella eravamo bambini, i nostri genitori e i nostri zii ci fecero un semplice scherzo. Annunciarono che avevano ritrovato in soffitta un piccolo aeroplano che era appartenuto loro da giovani, e che ci avrebbero portato a fare un giro. Volare era una cosa meno comune allora, ed eravamo emozionatissimi. L’unica condizione era che dovevamo avere gli occhi bendati per tutto il tempo. Ci portarono per mano fino all’aereo, facendoci inciampare per tutto il prato, e poi ci allacciarono ai nostri sedili. Sentimmo rumore del motore che partiva, ci fu un sobbalzo; poi salimmo su in aria, fluttuando, ondeggiando, oscillando nel nostro viaggio. Di tanto in tanto attraversavamo evidentemente le cime degli alberi, perché sentivamo i rami che ci accarezzavano dolcemente, ed un vento piacevole sul viso. Finalmente ‘atterrammo’, l’emozionante volo giunse al termine sulla terraferma, la benda ci fu rimossa e tutto ci fu rivelato tra le risate. Non c’era alcun aeroplano. Non ci eravamo spostati dal punto del prato da cui eravamo partiti. Eravamo semplicemente rimasti seduti su una sedia da giardino che nostro padre e nostro zio avevano sollevato, ruotato, e fatto sobbalzare in giro per simulare un movimento aereo. Nessun motore, solo l’aspirapolvere che faceva rumore, e un ventilatore per farci arrivare il vento sul viso. Li avevano attivati nostra madre e nostra zia, comodamente sedute, come anche i rami d’albero che ci facevano scivolare addosso. Fu divertente finché durò.

Da bambini creduloni e pieni di fiducia che eravamo, avevamo atteso il volo promesso per giorni prima che arrivasse. Non ci venne mai in mente di domandarci perché dovessimo essere bendati. Non sarebbe stato naturale chiedere a che serviva fare un volo per divertimento se poi non potevi vedere niente? Ma no, i nostri genitori ci avevano semplicemente detto che, per qualche ragione non specificata, era necessario bendarci; e noi lo accettammo. Forse ricorsero alla vecchia scusa che non bisognava rovinare la sorpresa. Non ci siamo mai domandati perché i nostri parenti ci avessero tenuto segreto che almeno uno di loro fosse un pilota addestrato — non credo che chiedemmo neppure quale di loro lo fosse. Semplicemente non avevamo una mentalità scettica. Non avevamo paura di precipitare, tale era la fiducia nei nostri genitori. E quando le bende ci furono tolte e ci fu rivelato lo scherzo, non smettemmo di credere in babbo Natale, la fata dei denti, il paradiso, il paradiso degli animali ed altre storie che i nostri parenti ci avevano raccontato. Tra parentesi, mia madre non ricorda l’evento, ma ricorda l’occasione della sua infanzia in cui suo padre fece lo stesso identico trucco a lei e sua sorella. Il suo caso è ancora più estremo, perché il suo aereo ‘decollò’ da dentro casa, e ai bambini fu detto di “chinarsi nel momento in cui passavano dentro la finestra”. Lei e sua sorella ci caddero ugualmente.

I bambini sono creduli per natura. Naturalmente devono esserlo; che altro ti aspetteresti? Arrivano nel mondo senza sapere nulla, circondati da adulti che, al loro confronto, sembrano onniscienti. È certamente vero che il fuoco brucia, che i serpenti mordono, che se cammini senza protezione sotto il sole di mezzogiorno ti scotterai — e, come ora sappiamo, prenderai il cancro alla pelle. Inoltre, l’altro modo apparentemente più scientifico di ottenere conoscenza utile, cioè apprenderla da soli per tentativi ed errori, in genere è una pessima idea perché gli errori hanno un costo troppo alto. Se tua madre ti dice di non giocare in riva al lago a causa dei coccodrilli, non è il caso di fare lo scettico e lo scienziato e rispondere con tono adulto “grazie madre, ma preferisco sottoporre la tua affermazione ad un test sperimentale”. Troppo spesso, un tale esperimento sarebbe l’ultimo. È facile capire perché la selezione naturale — la sopravvivenza del più adatto — abbia penalizzato la mentalità sperimentale e scettica nei bambini, in favore della semplice credulità.

Ma questo ha una sfortunata conseguenza che non si può rimuovere. Se i genitori ti dicono qualcosa che non è vero, devi credere anche a quello. Come potresti non farlo? i bambini non hanno l’equipaggiamento per capire la differenza tra un avvertimento vero di un pericolo genuino e un falso avvertimento, ad esempio che diventerai cieco o andrai all’inferno se commetterai un peccato. Se fossero capaci di distinguere, non avrebbero bisogno di avvertimenti in primo luogo. Insomma la credulità, in quanto dispositivo di sopravvivenza, va accettata in blocco. Devi credere tutto quello che ti dicono, il falso e il vero. I genitori e gli anziani sanno così tante cose che è naturale assumere che sappiano tutto, ed è naturale credere loro. Così quando ti dicono che Babbo Natale scende dal camino, e che la fede “muove le montagne”, naturalmente credi anche a quello.

I bambini sono creduloni perché hanno bisogno di esserlo per svolgere la loro funzione [evolutiva] di “bruchi” nella vita. Le farfalle hanno le ali perché la loro funzione e localizzare i membri del sesso opposto e diffondere i loro figli verso nuove piante da cibo. Hanno un appetito modesto, soddisfatto da occasionali succhiate di nettare. Mangiano poche proteine in confronto ai bruchi, che stanno ancora crescendo. Gli animali giovani in generale hanno la funzione di prepararsi a diventare adulti capaci di riprodursi. E bruchi sono fatti per mangiare più rapidamente possibile per poter diventare crisalide e di divenire adulti volanti, capaci di riprodursi. Per questo motivo non hanno ali ma invece hanno grosse mandibole e un appetito vorace.

I bambini umani devono essere creduloni per una ragione simile. Sono bruchi dell’informazione. Sono lì per diventare adulti capaci di riprodursi, in una sofisticata società basata sulla conoscenza. E la fonte di informazione di gran lunga più importante nella loro dieta sono gli anziani, soprattutto i genitori. Per la stessa ragione per cui i bruchi hanno mandibole fortissime per succhiare la polpa dei cavoli, i bambini umani hanno occhi e orecchie ben aperti, e menti fiduciose e capaci di “succhiare” il linguaggio e altra conoscenza. Sono succhiatori di conoscenza adulta. Valanghe di dati, gigabyte di sapienza scorrono nei portali del cranio di un infante, e la maggior parte di questa sapienza ha origine nella cultura costruita dai genitori e da generazioni di antenati. (Tra parentesi, è importante non portare troppo lontano l’analogia con il bruco: i bambini cambiano gradualmente in adulti, non di colpo, come un bruco si trasforma in farfalla.)

Ricordo che una volta, a Natale, ho cercato amabilmente di divertire una bambina di sei anni ragionando con lei su quanto avrebbe dovuto impiegare Babbo Natale per entrare in tutti i camini del mondo. Se un camino medio è lungo 6 metri e ci sono, diciamo, 100 milioni di case con bambini, quanto velocemente, domandai ad alta voce, dovrebbe sfrecciare in ogni camino per poter terminare il suo incarico in tempo, entro l’alba del giorno di Natale? Non avrebbe certo il tempo di andare in punta di piedi senza far rumore in ogni stanza da letto di ogni bambino, non credi, perché dovrebbe necessariamente rompere il muro del suono? Ella comprese il ragionamento e capì che c’era un problema, ma non se ne preoccupò minimamente. Lasciò cadere la questione senza indagare su di essa. L’ovvia possibilità che i suoi genitori le avessero detto una cosa falsa non sembrò mai attraversare la sua mente. Lei non l’avrebbe messa in questi termini, ma l’implicazione fu che, se le leggi della fisica rendevano impossibile l’opera di babbo Natale, tanto peggio per le leggi della fisica. Era sufficiente che i genitori le dicessero che lui scendeva nei camini durante le poche ore della sera di Natale. Deve essere così perché mamma e papà hanno detto che è così.[...]

Questo fu scritto da Dawkins nel libro “Unweaving the rainbow”. Adesso Dawkins ha pubblicato un nuovo libro (The God Delusion) dove lancia delle tesi molto forti, nello specifico l’idea che dovremmo limitare la libertà dei genitori di dire ai bambini qualunque cosa vogliano (ad esempio che esista l’inferno), in nome della libertà del bambino di non avere la propria mente irreparabilmente danneggiata. Durante una conferenza di scienziati (Beyond Belief 2006, i cui filmati sono su youtube.), qualche mese fa, uno di questi scienziati (Melvin Konnner) ha accusato Dawkins di predicare bene e razzolare male: anche lui ha cercato di corrompere la mente di quella bambina, rivelandole che Babbo Natale non esiste. Altre parole di Melvin Konner (il filmato è qui):

Dawkins afferma che allevare un bambino ad una fede religiosa è una forma di abuso di bambini. Lui dice che chiamare un bambino di quattro anni “cattolico” è un abuso di parole. Evita però di menzionare che, quando diciamo “bambino cattolico”, intendiamo “bambino allevato in una famiglia cattolica”, non “bambino che capisce il catechismo, aderisce al dogma eccetera”. Ci sono molti esempi di questo tipo di abusi di linguaggio in questa conferenza. Comunque…

…avete sentito ieri Richard dire che dovremmo cercare di proibire alle persone di insegnare una fede religiosa ai propri bambini. Questo è davvero spaventoso. Vi dirò perché è spaventoso. [..] Pensate i bambini di chi saranno portati via per primi, in un mondo dove è accettabile dire ad altre persone come indottrinare o non indottrinare i propri figli. I vostri e i miei figli saranno portati via per primi.

Risposta di Dawkins (nella seconda parte dello stesso filmato, qui):

È qui Melvin Konner? No, è andato via? In realtà io ho delle grosse obiezioni a quello che ha detto. Ha affermato che io ho indottrinato quella bambina dicendole che Babbo Natale non esiste. Il punto della questione è proprio che io non l’ho fatto. L’ho invitata a riflettere da sola su questo. L’ho invitata a calcolare. Questo è completamente diverso dall’indottrinamento e, se Melvin fosse qui, gli chiederei di scusarsi per ciò che ha detto.

C’è una grossa differenza tra “indottrinare un bambino” e invitare un bambino a prendere in considerazione l’evidenza. Secondo Dawkins, un genitore non dovrebbe insegnare cosa pensare, quanto come pensare. Insegnare cosa pensare può essere un abuso di bambini.

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Categorie: Fede, Religione
  1. Samuele
    18/08/2010 alle 15:32

    Io non so chi sia questo Dawkins, e sono su questo sito per puro caso, ma certo che uno che è stato preso in giro in modo così crudele dai propri genitori (e la madre a sua volta dai nonni– sembra una crudeltà eraditaria) non è la persona più adatta a parlare di certi argomenti. ci sono milioni di bambini educati alla fede che diventano atei, e ci sono milioni di atei che arrivano alla fede. Esiste il mistero del libero arbitrio e non possiamo far dipendere tutto dal “condizionamento”, che certo esiste, ma non ha qual potere totale che ci vogliono fa credere, altrimenti chi viene educato alla fede (concetto di per se discutibile, in quanto la fede si sceglie, mentre l’etica si impara) non dovrebbe scostarsene in virtù del proprio “condizionamento”.
    Il problema è troppo grosso e grave per poterlo risolvere in due parole.
    Ciao,
    Samuele

    • trottolone93
      18/08/2010 alle 15:53

      Statisticamente solo il 12% delle persone cambia religione rispetto a quella dei genitori, dunque il condizionamento è innegabile.

      • udp
        02/01/2011 alle 14:31

        riportare qualche fonte non sarebbe male.

  2. antonio
    23/12/2010 alle 09:19

    babbo natale esiste

  3. udp
    02/01/2011 alle 14:58

    e se io a questa bambina spiegassi che il tempo è relativo e gli domandassi: se qualcuno potesse spostarsi alla velocità della luce in quanti camini potrebbe entrare in una sola notte? Dawkins tira acqua solo al suo mulino. non ha portato la bambina a ragionare da sola, ma l’ha incanalata con un ragionamento verso quello che lui credere essere la verità. il condizionamento è inevitabile. la bambina non ha ragionato sulla domanda ma se lo avesse fatto sarebbe stato solo in base ai dati forniti da dawkins. dare imput imparziali ad un bambino è impossibile.

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