Prove a sostegno dell’evoluzione

Lo so, questo è l’ennesimo post del blog sull’evoluzione e sto cominciando a ripetermi. Il punto è che ho appena finito di leggere “Il più grande spettacolo della Terra“, l’ultimo libro di Richard Dawkins, e mi ha dato nuovi e importanti argomenti, oltre a riordinare un po’ le idee in senso generale. Il seguente articolo sarà un compendio delle importanti prove a favore della teoria dell’evoluzione, e del perché invece il creazionismo è antiscientifico e non può essersi verificato. Ci saranno un po’ di idee mie, un po’ sue, ma per ogni cosa cercherò di portare fonti ufficiali.

È assurdo che, nonostante basti aprire un libro di biologia delle superiori per rendersi conto della realtà dell’evoluzione, i creazionisti siano ancora convinti che sia “solo una teoria”, “antiscientifica”, “piena di anelli mancanti”, “smentita dai fossili”, “confutata dalla termodinamica”, ma soprattutto “rifiutata da gran parte degli scienziati e in un periodo di crisi, e presto sarà abbandonata”. Addirittura sostengono che sia “solo un’ideologia”, che promuova il razzismo o che sia impossibile perché sostiene che tutto è frutto del caso. Prima di parlare di queste cose, però, è bene almeno conoscere cosa dica la teoria dell’evoluzione.

Quando Darwin la formulò, nessuno era a conoscenza della genetica, e di come si tramandassero le informazioni. Dopo queste scoperte la teoria di Darwin venne integrata con le nuove conoscenze per formare la teoria sintetica dell’evoluzione o Neo-Darwinismo. Sostanzialmente si basa su due concetti semplicissimi, la mutazione casuale e la selezione non casuale. Capita che nascano individui con delle mutazioni genetiche, delle varianti; queste possono essere negative, neutre o positive, sempre in relazione all’ambiente in cui l’individuo deve vivere. Se una mutazione è positiva, l’individuo tenderà a generare più prole, che a sua volta sarà portatrice di questa mutazione che potrà diffondersi nella popolazione; al contrario, individui meno adatti all’ambiente statisticamente si riprodurranno di meno, e i loro geni non prolifereranno: è la selezione naturale.

L’accumulo di piccoli cambiamenti positivi, in milioni, miliardi di anni, ha prodotto tutte le forme viventi che conosciamo oggi, e ne produrrà ancora un numero enorme. Ci sono evidenze di questo grazie all’anatomia, la genetica, la biologia, l’embriologia, la biogeografia, la paleontologia e la radiologia. Ogni giorno gli scienziati scrivono articoli basati sul meccanismo del peer-review che mostrano evidenze a favore dell’evoluzione o che si basano su di essa, e funzionano. Nessun articolo di un creazionista ha mai passato il peer-review, neanche uno. Quindi veniamo al primo punto da chiarire riguardo l’evoluzione, ovvero il fatto che sia “solo una teoria“.

Solo una teoria?

L’Oxford English Dictionary dà due significati principali per il termine teoria:

Teoria, significato 1. Formulazione o sistemazione di idee o enunciati volta a spiegare o descrivere una serie di fatti o fenomeni, ipotesi che è stata confermata o stabilita dall’osservazione o dagli esperimenti e che è stata avanzata o accettata come spiegazione di fenomeni noti; enunciazione delle leggi, dei principi o delle cause generali di qualcosa di noto e osservato.

Teoria, significato 2. Ipotesi proposta come spiegazione, da cui mera supposizione, speculazione, congettura; idea o serie di idee su qualcosa; opinione o modo di pensare individuale.

È evidente che i due significati differiscono molto; il problema è che gli scienziati usano il termine 1, mentre i creazionisti intendono l’evoluzione usando la seconda accezione di “teoria”. Riguardo il significato 1, si può fare un parallelo con la teoria eliocentrica: sappiamo per certo che la Terra gira intorno al Sole, ci sono una miriade di prove a sostegno della teoria e nessuna che va contro. Lo stesso vale per l’evoluzione. I biologi distinguono tra il fatto dell’evoluzione (tutti gli esseri viventi sono cugini) e la teoria del motore evolutivo (la selezione naturale). E no, non lo fanno per “motivi ideologici”. I creazionisti continuano ad insistere che si sostenga l’evoluzione per portare avanti un’ideologia atea, materialista e antireligiosa, mentre gli scienziati sanno bene che tutto ciò è falso, ma è un colossale inganno.

Al contrario, tutti i fatti confermano l’evoluzione, e non è minimamente un’ideologia, è semplicemente la descrizione di ciò che accade. È attualmente la migliore teoria, il miglior modello in accordo con tutti i dati che abbiamo a disposizione e che non è confutato da nessuno.  È inutile usare argomenti fallaci come il fatto che sia una presunta “ideologia” per tentare di demolire l’evoluzione, ci vogliono fatti, prove. Il fatto che Hitler si possa essere ispirato all’evoluzione per sostenere la superiorità di una razza rispetto ad un’altra (concetto assolutamente estraneo a Darwin, che anzi sostenne vigorosamente che tutti gli uomini appartenevano ad un’unica specie) non implica che l’evoluzione sia falsa: sarebbe come dimostrare che il Cristianesimo è falso attraverso l’infelice storia della Chiesa Cattolica durante l’Inquisizione. I creazionisti però portano anche delle presunte prove che smonterebbero l’evoluzione, e il mio compito qui sarà di analizzarle e smentirle. Prima di tutto, si sente spesso dire che “L’evoluzione dice che tutto è frutto del caso, ed è impossibile che la vita, così complessa, sia venuta all’esistenza casualmente: ci deve essere un Progetto“.

Chi afferma questo dimostra di non aver compreso a fondo la selezione naturale: nessuno sostiene che l’uomo, la cellula o anche solo il DNA siano venuti all’esistenza in tutta la loro complessità così, per caso, tutti in una volta: le teorie sull’origine della vita (che comunque non hanno a che vedere con la teoria evolutiva) ci dicono che le prime molecole autoreplicanti erano molto più semplici; attraverso piccolissimi passi, uno per volta, ognuno abbastanza probabile da poter avvenire per caso e abbastanza importante da costituire un vantaggio, si sono accumulati, uno dopo l’altro, fino a produrre probabilmente un filamento di RNA, da cui è scaturito, in un lasso di tempo enorme, tutto il resto.

Riguardo la differenza tra passi singoli e cumulabili è bene soffermarsi di più: chi pensa che l’evoluzione sostenga i passi singoli spesso fa l’esempio delle scimmie che battono a macchina la Divina Commedia: la probabilità che la vita nasca è più o meno come questo improbabile, se non impossibile, evento. Sostituiamo “scimmie” con “software” e “Divina Commedia” con la frase “METHINKS IT IS LIKE A WEASEL”, come ha fatto Richard Dawkins ne “L’Orologiaio Cieco“. La probabilità che il software generi casualmente questa frase è circa uno su 10.000 milioni di milioni di milioni di milioni di milioni di milioni. Se invece i miglioramenti sono cumulabili, e le lettere buone vengono “tenute” per le generazioni successive, otteniamo qualcosa di simile:

WDLTMNLT DTJBSWIRZREZLMQCO P

Dopo 10 generazioni:

MDLDMNLS ITJISWHRZREZ MECS P

Dopo 20 generazioni:

MELDINLS IT ISWPRKE Z WECSEL

Dopo 30:

METHINGS IT ISWLIKE B WECSEL

Per raggiungere l’agognata frase alla generazione 43. Si nota immediatamente una differenza spropositata tra le due “probabilità”. Sappiamo che l’evoluzione agisce secondo passi cumulabili, rendendo tutto meno improbabile. Detto questo, possiamo fare delle previsioni, una secondo la teoria evolutiva e una secondo il creazionismo:

Creazione. La vita è creata da Dio. Possiamo supporre che l’Universo sia progettato per la vita, e preveda il minor spreco possibile. È lecito aspettarsi solo la Terra, il Sole, la Luna e quel numero minimo di pianeti necessari a mantenere le orbite.

Evoluzione. La vita è un evento molto improbabile ma non troppo per avvenire, quindi in qualche pianeta capita. Possiamo aspettarci un gran numero di pianeti, e in pochissimi di questi c’è la vita.

Evoluzione 1, Creazione 0. Ovviamente “Dio può fare quello che vuole“, ma è interessante notare, e lo noteremo spesso anche più avanti, che “quello che vuole” è sempre quello che succederebbe se l’evoluzione fosse vera. Dato che il creazionismo non fa vere e proprie previsioni, non possiamo chiamarlo una teoria scientifica in quanto non è falsificabile. Proseguirò comunque nel tentare di fare le previsioni più logiche per l’una e per l’altra “interpretazione della biodiversità”, per vedere quale si avvicina di più ai fatti reali. L’evoluzione, al contrario dell’evoluzione, è falsificabile, checché ne dicano i creazionisti. Basterebbe, per esempio, una sola di queste cose per mostrare la falsità dell’evoluzione:

  • Conigli fossili nel precambriano, come disse J.B.S. Haldane. Più in generale, qualunque fossile animale trovato in strati precedenti a quelli in cui ci si aspetta di trovarli. Significherebbe che sono stati “creati” indipendentemente.
  • Se potesse essere dimostrato che è esistito un qualunque organo complesso che non è possibile si sia formato attraverso una serie di numerose, successive, piccole modificazioni, la mia teoria cadrebbe assolutamente a pezzi, scriveva Darwin. Questi organi sarebbero stati creati, smentendo l’evoluzione.
  • Se si trovassero animali che usano diversi modi per codificare gli amminoacidi significherebbe che non sono imparentati tra loro. Fino ad ora, tutti seguono lo stesso codice universale.

Detto questo, possiamo cominciare ad analizzare le prove a favore.

Selezione artificiale

Prima di pensare a cosa può fare la selezione artificiale, può essere utile capire come l’uomo ha, nei millenni, senza sapere come funzionasse l’evoluzione, intuito che poteva migliorare i raccolti e gli animali addomesticati facendo riprodurre i migliori e scegliendoli accuratamente. Il cavolo, Brassica oleracea, in pochi secoli è stato scolpito dagli orticultori creando una quantità di ortaggi diversi come broccoli, cavolfiori, cavoli rapa, cavoli ricci, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, verze e i vari ortaggi che chiamiamo ancora cavoli. Un altro esempio di domesticazione è la trasformazione del lupo, Canis lupus, nelle duecento razze di cane riconosciute dal Kennel Club britannico e in quelle ancora più numerose isolate dalle leggi del pedigree. Abbiamo “scolpito” tutte queste forme in pochi millenni, semplicemente selezionando. Le mucche ci danno molto più latte di prima, il granturco è diventato nettamente più grosso, i cavalli più veloci, e così via.

Quello che bisogna capire è che la selezione artificiale, alla fine, agisce esattamente come la selezione naturale, con la differenza che è l’uomo, l’occhio umano, a scegliere le caratteristiche da tenere e quelle da scartare, anziché la natura. E se in pochi millenni è possibile avere tutte queste specie canine, immaginate cosa può fare la selezione naturale in miliardi di anni!

A questo punto possiamo fare altre due previsioni e vedere quale si è realizzata:

  • Creazione. Tutte le specie sono create da Dio e sono immutabili. La macroevoluzione non può avvenire, quindi anche se l’uomo selezionasse artificialmente individui, potrebbe migliorarli ma mai produrre nuove specie o nuove forme.
  • Evoluzione. La selezione naturale scolpisce le forme di ciò che c’è in Natura, rendendole più adatte all’ambiente, semplicemente “selezionando” ciò che è più adatto. Se l’uomo riproducesse questo meccanismo potrebbe produrre cambiamenti, nuove forme e nuove specie.

L’aspettativa della teoria dell’evoluzione è ricompensata, la creazione disattesa.

Macroevoluzione

La macroevoluzione, termine spesso usato dai creazionisti e che dicono non possa avvenire, è semplicemente il passaggio da una specie ad un’altra. Una specie è un gruppo di individui in grado reciprocamente di avere prole fertile. Si distingue dalla microevoluzione, che è un semplice adattamento all’ambiente, ma in cui alla fine si ha la stessa specie di prima (ad esempio la Biston betularia). Ancora una volta, la previsione della teoria evolutiva è quella che si realizza. Abbiamo inoltre molti esempi di macroevoluzione documentati, che elenco di seguito: (fonti 1, 2, 3, 4, 5, 6)

Piante:

  • Oenothera gigas
  • Primula kewensis
  • Tragopogon (due nuove specie: T. mirus and T. miscellus)
  • Raphanobrassica
  • Galeopsis tetrahit
  • Madia citrigracilis
  • Brassica
  • Adiantum pedatum
  • Woodsia abbeae
  • Stephanomeira malheurensis
  • Mimulus guttatus

Insetti:

  • Drosophila paulistorum
  • Drosophila melanogaster
  • Rhagoletis pomonella
  • Eurosta solidaginis
  • Tribolium castaneum
  • Nereis acuminata

Ovviamente questi, come tutte le altre prove a favore, confermano il fatto dell’evoluzione. Ribadisco che la teoria riguarda il motore che spinge gli individui ad evolvere, non il fatto che questi lo facciano.

Mutazioni

Cominciamo questa parte con le previsioni che il creazionismo e l’evoluzionismo potrebbero fare in materia di mutazioni genetiche.

Creazione. Dio ha creato ogni specie, dunque non c’è bisogno di mutazioni perché ognuna è adatta all’ambiente in cui si trova. Le mutazioni non esistono.

Evoluzione. Le mutazioni esistono, e per la maggior parte sono negative, dunque se ci fosse un meccanismo per limitare le mutazioni, la selezione naturale lo favorirebbe.

Inutile dire che è la previsione dell’evoluzionismo quella confermata dai fatti. Spesso i siti e le riviste creazioniste ripetono che le mutazioni sono sempre negative, dunque l’evoluzione è impossibile. Aggiungono anche che il DNA ha un meccanismo autoriparatore delle mutazioni, che tenta di ridurre al minimo la varietà, come ulteriore presunta prova a sfavore dell’evoluzione. In realtà, ed è un fatto scientifico accertato, le mutazioni possono essere negative, positive o neutre. Quelle negative vengono ovviamente eliminate, se possibile. Quelle neutre non hanno effetti sulla sopravvivenza o la riproduzione, e quindi non sono viste dalla selezione naturale. Le mutazioni positive, al contrario, hanno un grande successo nel pool genico e si diffondono in tempi relativamente brevi. Alcuni esempi di mutazioni positive sono (oltre a quelle viste precedentemente sul potersi nutrire del citrato, ovviamente): (fonte)

  • La tolleranza al lattosio
  • La resistenza all’AIDS, comportata dalla delezione di 32 coppie di basi nel gene umano CCR5 (CCR5-32)
  • Adattamento ad alte e basse temperature nell’E. coli
  • Adattamento all’oscurità di Chlamydomonas
  • Adattamento ad un ambiente a basso fosfato da una linea di cloni di lievito
  • Adattamento ad un ambiente a basso glucosio da una linea di cloni di lievito
  • Prove molecolari di un’antica duplicazione dell’intero genoma del lievito
  • Il 12% delle mutazioni dei batteri migliora il loro adattamento in un particolare ambiente
  • Evoluzione da un organismo unicellulare ad uno pluricellulare (Chlorella pyrenoidosa)
  • Una mutazione ha prodotto l’enzima chiamato “nylonase“, che permette ad un batterio di nutrirsi di nylon
  • Idem con il propandiolo, e lo zucchero a cinque atomi di carbonio

Il motivo per cui il DNA ha sviluppato il proof-reading, una lettura con correzione delle mutazioni, è che la maggior parte di queste sono, effettivamente, negative. Comunque questo meccanismo non è infallibile, e le mutazioni avvengono tutt’oggi.

Aggiunta di informazioni, complessità irriducibile

Nonostante tutto, i creazionisti contestano che la sola selezione naturale possa produrre un aumento di informazioni nel DNA. Come vedremo, invece, sono stati fatti esperimenti anche riguardo a questo, mostrando che invece è più che possibile. E inoltre sono stati osservati esempi di adattamento con un aumento di informazioni nel genoma della specie interessata. L’esperimento è stato fatto da Richard Lenski, ed è durato ben 20 anni. È stato pubblicato il risultato con l’articolo Genome evolution and adaptation in a long-term experiment with Escherichia coli su Nature. Potete leggerne un buon resoconto dettagliato in un articolo scritto su La Repubblica da Piergiorgio Odifreddi. Il mio sarà più sintetico:

L’esperimento inizia con dodici ceppi di E. coli derivati da uno stesso batterio iniziale e mantenuti in dodici provette. Tutte le mattine si fornisce del glucosio, e il giorno successivo si estrae da ogni provetta la stessa quantità di ogni ceppo per metterla in un’altra provetta con altro glucosio, e così via. Ogni 500 generazioni si congela una parte di ogni ceppo per creare una “testimonianza fossile” dell’esperimento, che potranno essere scongelate per far ripartire l’esperimento da un certo punto, o per mescolarle con quelle nuove e vedere le più adatte.

Per vent’anni sono state osservate tutte le mutazioni e gli adattamenti, che sono state parecchie ma a noi ne interessa una sola: questa è molto improbabile ed è stata causata da un aumento di informazioni: alla generazione 33.127 gli Escherichia coli avevano sviluppato la capacità di nutrirsi del citrato oltre che del glucosio. A questo punto è stato fatto un ulteriore passo: sono stati scongelati vari “batteri fossili” e lasciati continuare a riprodursi in provetta come gli altri, per vedere quanti di loro riuscissero a sviluppare la capacità di nutrirsi del citrato.

Risultato? Alcuni batteri dopo la generazione 20.000 ci sono riusciti, quelli precedenti no. Questo sconfessa anche l’idea della “complessità irriducibile“, perché le mutazioni necessarie a nutrirsi del citrato erano due e non era necessario che si verificassero contemporaneamente.

Inoltre, c’è un altro motivo semplicissimo per cui un creazionista non può negare che l’evoluzione possa produrre un aumento di informazioni: le informazioni si trovano nei geni. I geni esistono in varianti chiamate “alleli“. Per esempio, c’è il gene del colore degli occhi, che può presentarsi come “allele degli occhi azzurri“, “allele degli occhi marroni” e così via. Ogni persona possiede sempre due alleli di ogni gene (che possono essere diverse o uguali). Di conseguenza, Adamo ed Eva potevano avere un massimo di 4 alleli per ogni singolo gene del DNA umano (2 ciascuno). Dove sta il problema? Il problema è che esistono geni che hanno diverse centinaia di alleli, e se si sono evoluti dai 4 originari di Adamo ed Eva si tratta comunque di un aumento di informazioni.

Senza considerare che, comunque, è impossibile che tutti questi alleli si siano evoluti in circa 6000 anni, anziché in milioni come sappiamo che è andata da tantissime prove, come ad esempio quella dei fossili. Pensare che si siano evoluti tutti in 6000 anni significa essere “super-evoluzionisti“, più che creazionisti.

La documentazione fossile

I creazionisti hanno imparato a ripetere continuamente, fino allo spasmo, che la documentazione fossile è ricca di lacuna lanciando la sfida di “trovare gli stadi intermedi“. Successivamente mostrerò come non abbiamo bisogno di fossili per sapere che l’evoluzione è un fatto: questa sarebbe assolutamente certa anche se non si fosse mai fossilizzato neanche un cadavere. È semplicemente una fortuna in più che abbiamo ricche riserve di fossili e che ogni giorno se ne scoprano di nuovi. Per fare un’analogia, pensiamo ad un omicidio: hanno sparato al baronetto. Le impronte digitali, le orme, il DNA trovato sulla pistola e un forte movente fanno tutti pensare al maggiordomo. È un caso semplicissimo, e tutti pensano che sia stato lui. All’ultimo momento, quando si sta per decidere della colpevolezza o l’innocenza, viene trovata una prova: il baronetto aveva installato telecamere spia contro i rapinatori.

La corte guarda i filmati, uno dei quali mostra il maggiordomo nell’atto di aprire un cassetto nella sua stanza ed estrarre una pistola, caricarla ed uscire dalla stanza con aria furtiva e uno sguardo malvagio. Sembra un’ulteriore conferma, ma l’avvocato difensore del maggiordomo osserva che non c’erano telecamere nel luogo dove è avvenuto il delitto. Agita il dito nel tipico gesto da avvocato e proclama: “C’è una lacuna nel filmato. Non sappiamo cosa è successo dopo che il maggiordomo ha lasciato la sua camera. È evidente che le prove non sono sufficienti a condannare il mio cliente”.

Il pubblico ministero mostra come ci sia una seconda telecamera nella sala da biliardo, che mostra il maggiordomo avanzare in punta di piedi con la pistola in pugno, lungo il corridoio che porta alla biblioteca dove si trova il baronetto. Questo nuovo tassello dovrebbe colmare la lacuna? No. L’avvocato della difesa gioca il suo asso: “Non sappiamo cosa sia successo prima e dopo che il maggiordomo è passato davanti la sala da biliardo. Ora vi sono ben due lacune nel filmato, e ci sono meno prove di prima sulla sua colpevolezza”.

Tutto questo per dimostrare cosa? Che grazie all’anatomia comparata, alla biogeografia, agli studi sul genoma delle varie specie, sappiamo che l’evoluzione è avvenuta. Avere dei fossili è solo una fortuna in più, ed è ridicolo usarli come prove contro l’evoluzione. Per molti dei principali gruppi animali, comunque, le prove fossili dell’evoluzione sono straordinariamente esaurienti. Per altri, invece, ci sono delle lacune. Come mai? Il punto è che un numero davvero esiguo di individui ha la “fortuna” di fossilizzarsi: devono coesistere tutta una serie di fattori che permettano la conservazione. Per questo motivo ci saranno sempre degli “anelli mancanti”, e quando se ne trova uno ci saranno due “anelli mancanti” nuovi, uno prima e uno dopo quello appena trovato.

Non è comunque vero che non ci siano forme intermedie, stadi di transizione: ne abbiamo a bizzeffe. Giusto per fare qualche esempio:

Gerobatrachus Hottoni, anello mancante tra la rana e la salamandra

Tiktaalik roseae, anello mancante tra pesci e anfibi

Barbourula kalimantanensis, rana senza polmoni

Pezosiren portelli, dugongo con le gambe

Ambulocetans natans, progenitore della balena con le gambe

(A) Pan troglodytes, chimpanzee, modern (B) Australopithecus africanus, STS 5, 2.6 My (C) Australopithecus africanus, STS 71, 2.5 My (D) Homo habilis, KNM-ER 1813, 1.9 My (E) Homo habilis, OH24, 1.8 My (F) Homo rudolfensis, KNM-ER 1470, 1.8 My (G) Homo erectus, Dmanisi cranium D2700, 1.75 My (H) Homo ergaster (early H. erectus), KNM-ER 3733, 1.75 My (I) Homo heidelbergensis, "Rhodesia man," 300,000 - 125,000 y (J) Homo sapiens neanderthalensis, La Ferrassie 1, 70,000 y (K) Homo sapiens neanderthalensis, La Chappelle-aux-Saints, 60,000 y (L) Homo sapiens neanderthalensis, Le Moustier, 45,000 y (M) Homo sapiens sapiens, Cro-Magnon I, 30,000 y (N) Homo sapiens sapiens, modern

Come anelli di congiunzione tra rettili e uccelli abbiamo Eoraptor, Herrerasaurus, Ceratosaurus, Allosaurus, Compsognathus, Sinosauropteryx, Protarchaeopteryx, Caudipteryx, Velociraptor, Sinovenator, Beipiaosaurus, Sinornithosaurus, Microraptor, Archaeopteryx, Rahonavis, Confuciusornis, Sinornis, Patagopteryx, Hesperornis, Apsaravis, Ichthyornis e Columba. Tra rettili e mammiferi, i pelicosauri, i terapsidi e i cinodonti. (fonte 1, 2)

Il non trovare fossili prima di un determinato periodo non significa che l’animale debba essere necessariamente stato “creato” in quel momento. Mi sto riferendo ovviamente alla cosiddetta “esplosione del Cambriano”, tanto amata dai creazionisti nonostante fosse un problema ai tempi di Darwin, non oggi. Oltre mezzo miliardo di anni fa, nel periodo Cambriano, apparve “all’improvviso” la maggior parte dei grandi phyla, i principali tipi del mondo animale. “All’improvviso” non significa che il fenomeno sia stato subitaneo, ma semplicemente che nessun fossile di quei gruppi è stato rinvenuto in rocce più antiche di quelle del periodo Cambriano: questo periodo dura infatti venti milioni di anni.

Se volessimo usare questo fatto come prova che gli animali sono stati creati all’improvviso, in quel momento, dobbiamo fare i conti con un’altra faccenda. Prenderò come esempio, ripreso dal libro di Dawkins, i platelminti. È un grande phylum di vermi, e quelli che userò sono i turbellari, che con oltre quattromila specie sono numerosi quanto tutti i mammiferi messi assieme. Sono difffusi sia in acqua che sulla terraferma ed è probabile che lo siano stati per moltissimo tempo. Parrebbe quindi logico aspettarsi una loro ricca storia fossile; purtroppo, invece, è praticamente inesistente. Seguendo la logica creazionista, dovremmo dire che sono apparsi all’improvviso, più o meno l’altro ieri. Nessuno, ovviamente, sostiene una sciocchezza del genere; per questo motivo bisognerebbe anche smetterla di additare l’esplosione del Cambriano come una prova a favore della creazione.

Allo stesso modo, è ridicolo portare come prova della falsità della teoria evolutiva, fossili antichi uguali ad animali attualmente viventi, come fa Harun Yahya, creazionista islamico che ha scritto un libro francamente patetico. Senza contare che mostra un serpente di mare definendolo “anguilla”, una stella di mare chiamandola “stella serpentina” un sabellide che diventa “crinoide” ma soprattutto un’esca per pescare artificiale confusa con una “friganea”.

Esca artificiale che, secondo Harun Yahya, è una friganea

Ovviamente esistono animali che non si sono evoluti dal momento in cui ne abbiamo trovato fossili: se una popolazione è adatta all’ambiente e non vi è alcuna pressione selettiva, non c’è motivo che evolva ulteriormente. Ma il fatto che, al contrario, molti altri fossili mostrino come altri animali si siano evoluti, mostra come l’evoluzione sia vera. Giusto per fare un esempio, è stata ricostruita la storia evolutiva del cavallo. (fonte)

Riguardo la distribuzione dei fossili lungo gli strati, i creazionisti (nel sito Answersingenesis, che sostiene il creazionismo della Terra giovane) hanno effettivamente fatto una previsione:

Creazione. A causa del Diluvio Universale, gli animali sono annegati nei vari strati rocciosi in sequenza, seguendo l’ordine che vediamo. La datazione degli strati indica dai miliardi ai milioni di anni, ma in realtà la Terra ne ha solo 6000.

Evoluzione. Gli animali si trovano lungo gli strati in questo modo perché si sono evoluti nel tempo, quindi è impossibile trovare animali in strati precedenti a quelli che ci si aspetta.

La datazione degli strati dà ragione all’evoluzione; inoltre, se fosse vera la divertente spiegazione che danno i creazionisti sull’ordine fossile determinato dal Diluvio Universale, dovrebbe esserci una tendenza statistica a far sì che alcuni animali sopravvivessero più di altri per trovarsi in strati meno profondi. Al contrario, quello che troviamo è che nessun animale si trova in strati precedenti a quelli in cui ci si aspetta di trovarli. Invece, se l’ipotesi creazionista fosse corretta, dovremmo avere un miscuglio generale di fossili.

Prima di passare al prossimo argomento, è bene ricordare che il fatto che alcuni scienziati abbiano affermato di aver trovato fossili di ominidi quando non era vero, e simili, non implica che la teoria evolutiva sia falsa, ma che gli scienziati in questione siano intellettualmente disonesti. Altrettanto disonesto è chi usa queste cose per arrampicarsi sugli specchi e tentare di dimostrare che l’evoluzione è falsa.

[IN COSTRUZIONE, APPUNTI Mammiferi delfini balene

ossa, nessun prestito nel progetto, marsupiali, confronti molecolari, erv

organi vestigiali, progetto inintelligente

corsa agli armamenti

termodinamica

utilità evoluzione

negazionisti, creazionismo, continenti, diluvio]

Categories: Evoluzione, Scienza

Il Progetto In-Intelligente

Perché un Progettista intelligente avrebbe agito esattamente come ci aspettiamo dalla teoria evolutiva, per esempio con il delfino? È un mammifero, non può respirare sott’acqua e ha dovuto rimediare tornando costantemente in superficie per prendere ossigeno. Dio non poteva dotarlo di branchie come ha fatto con i pesci?

Perché la retina dell’occhio è invertita, formando un punto cieco? L’occhio ha rimediato successivamente con piccoli aggiustamenti, come previsto dalla teoria dell’evoluzione. Dio sarebbe potuto tornare al tavolo da disegno e riprogettare per bene l’occhio per intero.

Stessa cosa per il nervo laringeo: dal momento che discendiamo dai pesci, che avevano bisogno che passasse per le branchie e si caricasse di ossigeno, anche nell’uomo questo fa una deviazione incredibile: si infila nel petto, gira attorno ad un’arteria, e torna alla sua destinazione lungo il collo, anziché trovarsi direttamente lì. Nella giraffa questo ha risultati paradossali, con il nervo laringeo lungo diversi metri inutilmente.

Anche i testicoli sono collegati al pene dall’interno attraverso un percorso ridicolmente lungo e scomodo, facendo una deviazione lungo l’uretere anziché cercare la via più breve.

La nostra storia evolutiva ha fatto sì che i nostri progenitori fossero quadrupedi, mentre noi, bipedi, non abbiamo ancora adattato sufficientemente la schiena a questa vita, provocandoci vari dolori e problemi.

Sempre riguardo a questo, i seni mascellari sono messi in una posizione irrazionale: cavità situate dietro le guance, ai lati della faccia, che hanno l’orifizio di drenaggio sulla sommità; questo non permette di sfruttare la gravità per favorire il deflusso del liquido. In un quadrupede la sommità è la parte anteriore, quindi la posizione dell’orifizio ha molto più senso. Ancora una volta abbiamo la conferma di discendere da animali quadrupedi.
I koala discendono da un animale simile al vombato, uno straordinario scavatore. Per questo aveva il marsupio al contrario, o i figli si sarebbero sporcati gli occhi di terra. Anche il koala, nonostante stia sugli alberi, ha il marsupio scomodamente invertito.

Perché se osserviamo il ghepardo e la gazzella la teoria evolutiva viene ancora una volta confermata, mostrando una “corsa agli armamenti” dispendiosa per entrambi ma necessaria alla sopravvivenza?

E perché se invece pensiamo ad un Progettista, vediamo che il ghepardo è progettato nel modo più perfetto per predare la gazzella, e guardando che la gazzella è esattamente quella che dovrebbe essere se dovesse sfuggire al ghepardo nel migliore dei modi?

Perché gli Icneumonidi paralizzano vivi i bruchi e inseriscono le loro larve all’interno del corpo del bruco, e queste larve mangiano il bruco dall’interno lasciando per ultimi gli organi vitali in modo che sia bello fresco?

È sadico? Ha senso dell’umorismo? O che altro?

Categories: Evoluzione

Come scrivere un romanzo, semplici consigli

Questi consigli sono tratti dal libro che sto leggendo, “Scrivere un romanzo” di Donna Levin. Spero possano esservi d’aiuto se volete scrivere qualcosa, li sto riassumendo io anche per ricordarmeli tutti facilmente.

CARATTERIZZARE I PERSONAGGI:

  • Caratterizzare un personaggio non significa fare un collage di caratteristiche prese a caso. Bisogna renderlo compiuto e vivo.
  • Non raccontare, mostra. Anziché raccontare caratteristiche dei personaggi, mostratele in delle scene. Renderà l’azione più viva, interessante e permetterà al lettore di farsi una sua idea sul personaggio in questione, invece di leggere semplicemente che era “malvagio” o “depresso”.
  • Mostrare i personaggi tramite le scelte della loro vita.
  • Il dialogo rivela molto dei personaggi. Espressioni comuni, volgarità, tic verbali, modo di parlare caratterizzano le persone.
  • Gli atteggiamenti e le maniere possono caratterizzare i personaggi e dire qualcosa di loro.
  • A volte l’abito fa il monaco. Vestiti e aspetto fisico ci dicono parecchie cose dei personaggi.
  • Arredamento: se vuoi sapere davvero qualcosa di qualcuno, basta che guardi la sua scrivania e la sua casa.
  • I personaggi dovrebbero avere una filosofia personale, purché non li renda degli stereotipi.
  • Il background dei genitori può influire sulle persone.
  • I valori del tempo e del luogo in cui vivono fa lo stesso.
  • La storia personale ha un peso non indifferente sulla vita di una persona e sul suo carattere.
  • I monologhi interiori non dovrebbero essere usati per la caratterizzazione o per dare informazioni, al posto delle scene drammatiche.
  • Evitare parole come: buono, cattivo, carino, terribile, bello, meraviglioso, grande, fantastico, splendido. Sono termini che raccontano anziché mostrare.
  • Evitare gli stereotipi.
  • Il personaggio deve essere complesso e avere statura. Deve essere eccezionale per qualche motivo, e deve avere la capacità di affrontare i suoi problemi, le situazioni e cambiare.
  • Introducete i personaggi secondari in relazione al personaggio principale. Fateli reagire quando si incontrano, in modo che si crei un conflitto immediato o che si possa sviluppare in futuro.
  • Evitate le presentazioni di personaggi tipo lista della spesa.
  • Rendere i personaggi memorizzabili attraverso un’etichetta, come una qualità fisica, un’abitudine o un tic immediatamente riconoscibile.
  • Variare i nomi, non farli tutti corti e simili.
  • Non creare più personaggi del necessario.

Esercizi sui personaggi:

  • Fate la conoscenza dei vostri personaggi. Immaginate che siano persone reali, conosceteli e ponetegli delle domande.
  • Scrivete la biografia dei personaggi importanti.
  • Fate loro un’intervista scritta. Fategli domande a cui li farete rispondere.
  • Fate scrivere loro un monologo in cui sfogano i loro sentimenti e fanno delle considerazioni.
  • Chiedetevi quale sia il segreto più nascosto del personaggio.
  • Fate scrivere al personaggio il suo necrologio.
  • Fate degli elenchi sul personaggio: gli ultimi importi del libretto degli assegni, la lista della spesa, gli oggetti nella borsa, cartella o armadietto, gli ultimi tre libri letti e film visti dal personaggio, e simili.

LA TRAMA

Gli elementi costitutivi della trama – il conflitto

La trama è composta da una serie di conflitti, scomponibili in:

  • Un personaggio vuole qualcosa.
  • Ma non può averlo per colpa di un ostacolo.
  • Quel personaggio ora ha un conflitto.
  • Se l’ostacolo che affronta è nella condizione sociale/economica o è rappresentato da un altro personaggio il conflitto è esterno.
  • Se è nel personaggio stesso, è interno.

Costruire una trama a partire dal conflitto

Una volta posto il personaggio in un conflitto, questo si mette all’opera per risolverlo. In tal caso lo intensifica, ne crea uno nuovo nel momento in cui lo risolve o entrambe le cose. I conflitti più avvincenti sono quelli in cui entrambe le parti hanno ragione, o ragionevoli motivi da difendere.

La premessa

I conflitti devono essere selezionati in modo da dare senso alla trama. Il senso è dato dalla premessa tematica: un’affermazione che si vuole dimostrare, e che verrà dimostrata nella conclusione del libro. Questa non deve essere troppa vaga, come “la vita è dura”, ma neanche troppo specifica: è sufficiente qualcosa come “i buoni vincono sempre”, “l’ambizione porta sempre al fallimento”, “chi è furbo la spunta”, o più specifica. La premessa dovrà essere una conferma del cambiamento del protagonista, della lezione che ha appreso. Un romanzo deve avere una sola premessa; se ha delle sotto-trame, queste devono in qualche modo confermarla. La premessa non deve essere universalmente valida, basta che sia valida per il romanzo.

La premessa è utile per sapere se le scene del vostro romanzo lo sono: portano avanti la trama contribuendo a dimostrare la premessa? Se non lo fanno, sbarazzatevi di quelle scene.

La posta in gioco

Aumentate la posta in gioco per i personaggi, in modo da aumentare il pathos e l’interesse del lettore.

Sottotrama

La storia secondaria occupa un minore spazio nel romanzo, ed è al servizio della trama principale, perfezionando la premessa del libro o portando avanti la storia, o ancora fornendo un contesto per la trama principale. Oppure tutte e tre queste funzioni.

L’anticipazione

Un evento troppo improbabile proprio nel momento sbagliato può essere adatto ad un cartone animato, ma rende troppo irrealistico un romanzo e irrita il lettore. Tuttavia, se ne avete davvero bisogno, potete usare un’anticipazione per far sì che, quando l’evento avviene, il lettore lo accetta. Ad esempio, se vi serve un incidente d’auto di un personaggio in un giorno molto importante, potreste far sì che il personaggio non è molto bravo alla guida, e già prima nel romanzo ha avuto piccoli tamponamenti e cose simili.

La suspense

La suspense non si crea nascondendo le informazioni, ma al contrario fornendone alcune che fanno sì che il lettore voglia sapere di più. Leggere di una donna preoccupata, senza sapere minimamente per cosa, è banale. Se lei pensa “Oggi è il giorno della biopsia. Mi chiedo cosa troveranno” è tutta un’altra cosa.

Unire narrazione e scena

Per evitare lunghe e noiose descrizioni, si può unire la narrazione ad una scena per coprire lo stesso spazio ma mantenendo il tutto molto più drammatico.

Gli elementi di un buon finale

Un buon finale deve risolvere il conflitto centrale, quello contenuto nella premessa. Inevitabilmente qualcosa rimarrà aperto. A volte è necessario un capitolo finale chiamato “Epilogo”. È appropriato quando:

  • Gli eventi dell’ultimo capitolo avvengono qualche tempo dopo il penultimo capitolo, che è il vero climax del libro.
  • L’ultimo capitolo riguarda personaggi mai visti prima o che hanno avuto un ruolo minore fino a quel momento.
  • C’era un prologo con la funzione di cornice, come un boy scout che racconta storie attorno al fuoco. In questo caso bisognerà ritornare al falò e vedere l’effetto della storia sui ragazzi.

I finali felici sono generalmente più commerciali di quelli tristi.

Le coincidenze

Non devono essere mai usate per concludere una storia. In un romanzo realistico devono essere limitate, mentre in altri tipi di romanzi possono essere accettabili.

Revisione, stare attenti a:

  • Non cominciare il libro troppo presto. Non dare troppe informazioni nelle prime pagine, o il lettore perderà interesse.
  • La trama portata avanti attraverso il dialogo va bene, ma attenti che non siano evidentemente tali solo per dare informazioni, suonando irreali.
  • Tutte le scene devono avere conflitti. Tutte.
  • Non sono necessarie buone motivazioni (per quanto aiutino), bastano personaggi ben motivati.
  • Far sì che i personaggi agiscano per risolvere i conflitti, creandone di nuovi o intensificandoli.
  • Alzare continuamente la posta in gioco.

Esercizi sulla trama:

  • Guardate delle opere d’arte rappresentative, e create storie sui personaggi raffigurati.
  • Pensate a qualcosa che vi è venuto in mente durante la giornata, e scrivete mezza pagina su qualcuno che vive queste fantasie. Immaginate cosa sarebbe successo se…
  • Fate un breve riassunto dei vostri film e libri preferiti.
  • Quando finite un libro, chiedetevi come avreste potuto migliorarne la trama.
  • Fate il brainstorming: scrivete tutte le idee che vi passano per la testa, eliminando di volta in volta quelle che non funzionano.
  • Potete provare a partire dal finale di una storia e immaginare come arrivarci.
  • Quando siete bloccati, immedesimatevi nei personaggi e chiedetevi cosa desiderano, e come dovrebbero quindi agire.
  • Pensate a cosa vuole il lettore, e se lo state soddisfacendo.
  • Se scrivete di luoghi in cui non siete stati, andateci. O fateveli descrivere da qualcuno che c’è stato.
  • Scrivete un sequel per un romanzo che avete apprezzato.
  • Scrivete un fatto importante della vostra infanzia.

IL PUNTO DI VISTA

Il punto di vista è la coscienza attraverso cui è filtrata l’azione del romanzo. Ecco i fondamentali tipi di punti di vista:

In prima persona

Un personaggio del romanzo narra la storia, riferendosi a sé come “Io” e al lettore come “Tu”, o “Voi”. La narrazione assume un tono colloquiale. Non deve necessariamente essere il personaggio principale.

In seconda persona

Il narratore si rivolge a se stesso. È un punto di vista narcisistico, ma non coinvolge come la prima.

In terza persona

Può essere singola o multipla, limitata o onnisciente. La narrazione può focalizzarsi comunque su un personaggio, ma è indicato con “Lui/Lei” e non parla in prima persona. Offre più libertà di movimento. Se è multipla permette di focalizzarsi su diversi personaggi, da una scena all’altra. Il narratore onnisciente conosce tutto: il futuro, ciò che provano i personaggi, e informazioni di qualsiasi tipo. La terza persona limitata dovrebbe limitarsi a descrivere ciò che il personaggio di cui si sta parlando conosce. Per trasmettere bene i pensieri di qualcuno in terza persona onnisciente, è meglio scrivere i pensieri tra virgolette, piuttosto che descriverli. Dovete anche scegliere tra punto di vista onnisciente impersonale e personale. L’impersonale non dichiara un’esistenza di entità separata; conosce tutto ma non è coinvolta. Se è personale esprime pareri, e si riferisce a se stesso come “Io”.

Non bisogna cambiare punto di vista a metà scena, e bisogna usare solo quelli di cui si ha bisogno.

Scegliere il punto di vista

  • Di chi è la storia? Chi è il più coinvolto negli eventi? Se più personaggi hanno un peso simile, è meglio usare punti di vista multipli.
  • Se avete un solo personaggio e siete indecisi tra prima e terza persona, chiedetevi se vi piacerebbe naufragare con lui su un’isola deserta. Un protagonista potrebbe essere dotato di statura e complessità, ma non essere in grado di raccontare la sua storia in modo efficace e coinvolgente.
  • Più pagine ci sono, più punti di vista sono necessari.
  • Un romanzo storico trae beneficio da un punto di vista onnisciente.

Per aggirare le limitazioni della prima persona, si possono usare storie all’interno delle storie; lettere e diari; il punto di vista attributivo (il personaggio ricostruisce con la sua immaginazione una scena a cui non ha partecipato).

Cambiamento di punto di vista

Per punti di vista multipli, è bene evitare di creare confusione. Ad esempio, se state scrivendo un romanzo focalizzato su un padre e una figlia teenager, e sta piovendo, potreste scrivere “Si era davvero rotta di tutta quella pioggia” o “Che inverno rigido”, a seconda del punto di vista del momento.

Impostare il punto di vista onnisciente

Se usate questo punto di vista dovete dichiararlo nelle primissime pagine, con una scena con un campo lungo; scrivendo commenti che oltrepassano il livello di introspezione dei personaggi e simili.

Narratore inattendibile

Alcuni tra i romanzi più impegnativi hanno un punto di vista in prima persona, ma chi racconta la storia lo fa in modo distorto ed è inattendibile. Bisogna far capire in modo non banale il messaggio che si vuole realmente lasciar passare.

Alcuni esempi di errori nei punti di vista

Noelle stava piangendo in cucina quando udì avvicinarsi Charlene. Subito, afferrò una cipolla e si mise a tagliarla, per creare un alibi per le sue lacrime. Charlene non credette allo stratagemma della cipolla neanche per un attimo. In silenzio abbracciò Noelle.

Se il romanzo è scritto dal punto di vista di Noelle in questa scena, non può sapere che Charlene non crede allo stratagemma: è un passaggio su Charlene. Anche solo dicendo che questa abbraccia Noelle in silenzio, si capisce che Charlene non ha creduto allo stratagemma della cipolla.

Il papà era furibondo come Phoebe non l’aveva mai visto. Così furibondo che si chiese se quella volta sarebbe mai tornato.

Un’ora dopo, tutti i bambini dormivano.

“Tutti i bambini dormivano” porta fuori dal punto di vista di Phoebe, perché non penserebbe a se stessa come a “i bambini”. Meglio dire “Un’ora dopo, la mamma portò lei e Tom a letto”.

Brenda annuì. “Ho bisogno di un altro drink”. Scomparve, dirigendosi verso la cucina. Lì, dovette tuffare la sua mano detro un bidone della spazzatura pieno di ghiaccio per trovare la birra.

“Scomparve” indica che siamo nel punto di vista di Sam, che vede Brenda sparire, ma poi ci ritroviamo nella sua testa, mentre infila la mano nella spazzatura.

[in costruzione]

Categories: Religione

Le castronerie di Ike

Chi bazzica anche su Yahoo! Answers saprà già di chi sto parlando. Sì, lui, l’incubo di chiunque voglia affrontare una discussione seria e sensata, Ike. Questo è il suo profilo –> Link. Praticamente lui ha due tipi di risposte pre-confezionate che copia-incolla in base alla domanda. “Credo in Dio per i seguenti motivi [...]” e “sono innumerevoli le prove che confutano la TEORIA dell’evoluzione”. Queste risposte lunghissime sono piene di vere e proprie falsità, scritte sicuramente in malafede, dal momento che tantissimi answeriani gli hanno risposto parecchie volte, me compreso; ma non serve a niente, questo è il suo copia-incolla e lui continua imperterrito ad usarlo.

Quello che mi fa arrabbiare è che qualche volta riceve la migliore risposta e riesce a convincere qualche ingenuo della bontà delle sue affermazioni. Mi sembra dunque doveroso analizzarle una per una e controbattere a ciascuna di esse, in modo da evitare che questo succeda ancora. Qualora vi imbatteste in una domanda a cui ha risposto Ike col suo solito copia-incolla, siete liberissimi di linkare o usare quanto scritto qui. Se avete altri suggerimenti potete mandarmi una mail o scriverli nei commenti. E ora passiamo ai suoi deliri:

  • Credo in Dio per questi motivi:

1)Nell’universo è presente un ordine ed un livello di perfezione incompatibile con il caso(caos) che alcune TEORIE vorrebbero all’origine di tutto.
Se provi a buttare a casaccio della vernice colorata sul muro non uscirà mai la cappella sistina,nemmeno dopo miliardi di tentativi(è una questione di statistica,sono troppe le condizioni da realizzarsi contemporaneamente).
E l’universo è enormemente piu complesso di un dipinto..

È difficile da capire che le “condizioni” non si sono realizzate contemporaneamente? L’universo non è comparso così com’è, con i pianeti, le stelle, le galassie e la vita in un momento, per caso, ma è il frutto di un lungo processo durato 13,7 miliardi di anni. Inoltre,non ha un libello di “ordine e perfezione” incompatibile con il “caso”, dal momento che esso è per la stragrande maggioranza inabitabile, inaccessibile all’uomo. In alcuni punti le leggi fisiche non valgono neanche più.

2)L’Uomo con la sua intelligenza non è in grado di creare qualcosa di altrettanto sofisticato come il meccanismo che tiene in vita una mosca.Nè è in grado di “ripararla” se una di queste muore.Ovvio pensare che un simile “meccanismo” debba avere avuto origine da una forma di intelligenza superiore alla nostra(l’unica cosa che conosciamo in grado di astrarre ).
Il piu delle volte l’uomo ha dovuto “copiare” dal creato (es:radar,aerei,..), creato che risulta molto piu “intelligente” di noi..

Questa è una fallacia di ragionamento chiamata “Ricorso all’Ignoranza” o “onere della prova ribaltato”. Il fatto che non sappiamo ancora riprodurre alcuni meccanismi presenti in natura non implica che questi debbano aver avuto origine da un’intelligenza superiore. Prima di tutto, perché comunque sappiamo come questi meccanismi si sono originati e sviluppati. Secondariamente, perché anche questa intelligenza sommamente superiore dovrebbe essere stata progettata da qualcuno, che a sua volta dovrebbe essere stato progettato e così via all’infinito. L’affermazione di Ike ha lo stesso valore di una persona che millenni fa potrebbe aver detto “l’uomo non sa spiegare come avvengono i fulmini; è evidente che sia Dio a provocarli”.

3)statisticamente è impossibile che degli elementi chimici si assemblino in maniera casuale dando origine ad un qualcosa in grado di riprodursi.
Ci fu uno scienziato tempo fa che tentò di farlo ma ,pur intervenendo pesantemente nel processo,non riuscì comunque a ricreare una forma di vita primitiva ma solo qualche aminoacido(c’è una abisso tra un aminoacido ed il DNA,base per la vita e la sua trasmissione).
Pensare che la vita possa avere origine dal nulla è come pensare che un Computer possa assemblarsi dal nulla partendo dai transistor (=cellule),autogenerare tutti i suoi componenti come hard disk,tastiera,monitor,ecc(=fegato, cervello, reni, muscoli, ossa,..) ed infine autoinstallare un sistema operativo (=DNA).
E guarda che il corpo umano è molto piu complesso di un computer,che infatti non si riproduce, non è eco-compatibile,non è in grado di inventare,non è in grado di amare,è decisamente brutto.

Non è vero, è semplicemente “statisticamente improbabile”. Per questo la vita c’è sulla Terra e forse su qualche altro pianeta, ma non si trova su tutti quelli che conosciamo. Non siamo riusciti a ricreare solo amminoacidi, ma anche le basi azotate, mattoni fondamentali del DNA. Un computer non può riprodursi e mutare, quindi l’esempio non ha alcun senso.

4) la bellezza presente nel creato testimonia un buon gusto nella scelta dei colori e delle forme..se il caso fosse alla base di tutto in natura avremmo delle forme e dei colori simili ai quadri di Picasso.
Ed invece..

http://www.fotomulazzani.com/Europa/Germ…

http://www.repubblica.it/2006/05/galleri…

Le forme devono essere “gradevoli” e non simili ad un Picasso semplicemente perché altrimenti violerebbero le leggi della fisica. Il percepire i colori “belli” è una conseguenza del vivere con questi colori; se fossero diversi, ci piacerebbero lo stesso.

5) i miracoli sono sottoposti a rigorosi test da parte della scienza.E’ la scienza a parlare di “sovrannaturalità” dell’evento(eventi che vanno contro le leggi della natura come una cascata che scorre verso l’alto).Una peritonite polmonare o un tumore in metastasi che guarisce all’istante,un gamba incancrenita in cui ricrescono 6 centimetri di osso.A Lourdes di miracoli del genere la scienza ne ha riconosciuti 67 ,tutte guarigioni IMMEDIATE e durature.Negli ospedali non avvengono guarigioni da malattie terminali IMMEDIATE.
Cerca su www.google.it il testo “Alexis Carrel quando la scienza riconosce la fede”,è il miracolo che portò alla conversione del famoso scienziato premio Nobel.

Nessun miracolo è mai stato confermato dalla scienza. Quali sono i fatti? Ogni tanto, a Lourdes, qualcuno guarisce misteriosamente. I cristiani concludono così che si debba trattare di un miracolo. Perché non è così? Carl Sagan, forse il più famoso “divulgatore scientifico”, ha cercato di “spiegare”, (nel suo libro “Il mondo infestato dai demoni”, Baldini & Castoldi 1997) questi miracoli:

A Lourdes, la Chiesa cattolica ha riconosciuto finora l’autenticità di soli 65 casi, in un periodo di 140 anni. Su questo dato è interessante fare le seguenti considerazioni. Nel periodo considerato si stima che il numero di pellegrini recatisi a Lourdes si aggiri intorno ai cento milioni. Quindi, in base al numero di guarigioni riconosciute, la probabilità di essere guariti è inferiore a una su un milione. Ora, si è stimato che per i tumori esiste una probabilità di remissione spontanea compresa tra uno su diecimila e uno su centomila. Se si ammette che non più del 5% di tutti i pellegrini che si recano a Lourdes siamo malati di cancro, si sarebbero dovuti verificare da 50 a 500 casi di guarigioni “miracolose”. Sulle 65 guarigioni riconosciute dalla Chiesa solo tre erano rappresentate da malati di cancro. Quindi il numero di guarigioni a Lourdes è addirittura più basso di quello che ci si dovrebbe attendere in base alle statistiche. Queste osservazioni dovrebbero indurre a un’estrema cautela nei confronti di tutte le cosiddette “guarigioni miracolose”. Come al solito, invece, vi è la tendenza, alimentata dai media, a gridare immediatamente al miracolo. Un’ultima considerazione, infine, dovrebbe ulteriormente consigliare un sano scetticismo: è piuttosto significativo il fatto che nessuna guarigione miracolosa abbia mai comportato eventi che sarebbero inconfutabilmente prodigiosi, quali la crescita di un arto amputato o il rinsaldamento del midollo spinale reciso.

Inoltre, proviamo a pensare per un attimo che a Lourdes accadano veramente guarigioni miracolose (anche se, come abbiamo visto, probabilmente non è così). Quale delle seguenti conclusioni ha più senso?

1) Esiste una qualche forma di energia, o qualcosa che non sappiamo spiegare, che esiste in quel luogo e ha l’effetto di curare le persone. I cristiani ne hanno approfittato dicendo che è un miracolo di Dio.
2) Dio ha deciso che fa i miracoli soltanto a Lourdes, obbligando i malati ad andare fino a lì per curarsi. Una volta lì, non li cura tutti, ma soltanto alcuni. Nel frattempo, non fa nulla per fermare le guerre, le catastrofi e altre cose simili.

Quale delle due è più ragionevole? A me pare la 1, non so voi.

Comunque che mai NESSUN miracolo è stato accertato scientificamente al 100%, bisogna fidarsi della parola delle persone che l’hanno testimoniato. E, guarda caso, esistono miracoli anche nel mondo induista, o quello pagano… Dio dovrebbe fare miracoli ad appartenenti di varie religioni? Un po’ strano… e se accadono in varie religioni, significa che alcuni di loro mentono. Come fai a sapere chi mente e chi dice la verità? Probabilmente sono convinti di avere ragione, mentre è stata un’allucinazione o qualcosa di simile.  Altre informazioni qui.

6)esperienze personali:ognuno di noi è stato testimone o protagonista di fatti sovrannaturali.Nel mio caso ho assistito a dei miracoli(3).Mia madre ha visto mio padre(morto pochi giorni prima) accanto al nostro letto.Mia nonna ha assistito ad un esorcismo(molte persone non riuscivano a tenere ferma una ragazza minuta).Su answer ci sono due utenti che hanno avuto un’esperienza pre-morte(vedevano la scena all’esterno del proprio corpo ed hanno saputo descrivere azioni e discorsi dei presenti),ecc,ecc..
Cerca su www.google.it il testo “testimonianza della signora Gloria Polo”,è ciò che succede alla fine della nostra vita.Una testimonianza di esperienza pre-morte(NDE).

L’esperienza personale non è un buon argomento perché non verificabile e soggetto a suggestioni. Consiglierei a sua madre dei buoni occhiali; quando una persona è in pericolo la sua forza può quadruplicare. Evidentemente la schizofrenia, o qualcos’altro, può provocare gli stessi effetti in alcuni individui che così sembrano “indemoniati”.

7)I nemici di Dio.
Se davvero non esistesse niente che motivo ci sarebbe di combattere con tanta energia qualcosa che sostanzialmente ci invita ad amare(il comandamento fondamentale di Dio è “ama il tuo Dio con tutte le tue forze ed il tuo prossimo come te stesso”)?
Quanti libri ,quanti articoli ,quante ideologie,quante TEORIE scritte contro l’ipotesi di Dio,nonostante le numerose prove scientifiche della sua esistenza..( http://www.lingannodellevoluzione.com/in… )
Leggi gli interventi che compaiono su Religione e Spiritualità ..se una persona ritiene che alla fine della propria vita non c’è nulla perchè mai dovrebbe spendere ore ed ore del suo preziosissimo (e limitato) tempo a convincere i credenti della non esistenza di Dio?Una persona convinta di incontrare i suoi cari nell’aldilà è più serena di una che pensa che non vi sia speranza alcuna.Perchè voler a tutti i costi togliere la speranza a costoro?
Non a caso nei paesi in cui vi è o vi fù l’ateismo di stato(Cina ed paesi dell’ex-unione sovietica) si hanno il maggior numero di suicidi al mondo.
Puoi capire il perchè di tanto odio e avversione a Dio leggendo del suo nemico,il diavolo..

-registrate durante alcuni esorcismi-

“..E, dopo tutto, quale vantaggio me ne viene? Io sono stato vinto già prima! Tuttavia qualche vantaggio l’ho ricavato; io gli uccido delle anime, delle anime immortali, delle anime che Egli ha pagato sul Calvario..”

(che potere ha satana sugli uomini?)

http://www.mariadinazareth.it/inferno%20…

(cosa piace e cosa non piace a satana?)

http://medjugorje.altervista.org/doc/inf…

(l’ideologo anti-Dio:Karl Marx..un satanista)

http://camcris.altervista.org/marx.html

Ok, questo non ha senso. Possono esserci migliaia di motivi diversi per stare a discutere sulla religione, senza tirare in ballo Satana. O perché si vuole diminuire il potere della Chiesa Cattolica, o perché si vuole “aiutare” la gente a capire quella che si pensa sia la verità (come fanno anche i credenti, su quel sito) o per divertimento, o per qualsiasi altra ragione. L’evoluzione non è solo una teoria, ma un fatto. Prove scientifiche dell’esistenza di Dio non ve ne sono, altrimenti non sarebbe necessaria la fede e il mondo intero saprebbe che Dio esiste. Qualche fonte sul fatto che in Cina ci fu il maggior numero di suicidi? E anche se fosse, perché accreditarli all’ateismo? Dobbiamo parlare dell’Inquisizione, dei roghi delle streghe e dell’oppressione che la Chiesa Cattolica ha operato nel Medio Evo?

8)
Robert Shapiro, professore di chimica preso l’Università di New York e esperto di DNA, ha calcolato la probabilità di formazione accidentale dei 2000 tipi di proteine trovati in un singolo batterio (Vi sono 20000 differenti tipi di proteine in una cellula umana!). Il numero che si ottenne fu 1 su 10 elevato alla 40000,97.7 (Questo è un numero incredibile, che si ottiene aggiungendo 40000 zeri all’1.) Un professore di matematica applicata e astronomia presso la University College (Cardiff, Galles), Chandra Wickramasinghe, commenta:

La probabilità di una formazione spontanea della vita dalla materia inanimata è pari a 1 su 10 alla 40000 ,1 seguito da 40000 zeri…(In matematica, le probabilità inferiori a 1 su 10 alla 50 ,1 seguito da 50 zeri, sono considerate “probabilità zero”). È abbastanza grande da seppellire Darwin e l’intera teoria dell’evoluzione. Non vi è stato alcun brodo ancestrale, né su questo pianeta né su qualsiasi altro, e se gli inizi della vita non furono accidentali, allora devono essere stati prodotti da un’intelligenza risoluta.

Sir Fred Hoyle scrive a proposito di questi numeri non plausibili:

In verità, tale teoria (che la vita sia stata creata da un’intelligenza) è così ovvia che ci si stupisce che non sia ampiamente accettata come evidente. Le ragioni sono psicologiche piuttosto che scientifiche.

Nessuno sostiene che la prima forma di “vita”, intesa come composto chimico in grado di auto-replicarsi, fosse complesso quanto una proteina. Un errore molto comune dei creazionisti è pensare che la probabilità di formazione spontanea di una cellula, o una proteina, o il DNA, eccetera, è talmente bassa da essere impossibile. In realtà, le mutazioni avvengono a passi cumulabili, e non singoli, dunque le probabilità aumentano drasticamente. È un discorso lungo e complesso che potete approfondire qui.

9)La TEORIA dell’evoluzione viola la seconda legge della termodinamica..

http://www.lingannodellevoluzione.com/ca…

Peccato che il secondo principio della termodinamica parli di sistemi isolati e chiusi, mentre la Terra è un sistema aperto, in quanto riceve energia dal Sole. Per questo motivo, non tende ad aumentare la sua entropia.

Questo per quanto riguarda il suo “credo in Dio”. Le sue affermazioni sull’evoluzione sono invece le seguenti:

  • sono innumerevoli le prove che confutano la TEORIA dell’evoluzione.

1)gli animali che vediamo sono tutti perfetti e non in fase evolutiva

È semplicemente falso. Molti animali, uomo compreso, hanno organi vestigiali, residui di antiche specie destinati a scomparire. Gli animali sono tutt’altro che perfetti, dal momento che invecchiano, muoiono, si ammalano, e anche i nostri organi spesso si rovinano, si rompono, si deteriorano.

2)i fossili ritrovati sono identici agli animali attuali..

http://www.museodellacreazione.com/

Anche questo è falso. Grazie ai fossili, ad esempio, abbiamo ricostruito abbastanza fedelmente la linea evolutiva del cavallo. Recentemente è stato trovato il Gerobatrachus Hottoni, anello mancante tra la rana e la salamandra. E anche il Tiktaalik roseae, anello mancante tra il pesce e l’anfibio.

3)gli apparati molto complessi come il radar del pippistrello non potevano funzionare in fase evolutiva,visto che se manca anche solo un componente non funzionano.

Falso, è stata ricostruita anche la storia evolutiva del pipistrello.

4)la TEORIA dell’evoluzione dichiara che da una condizione imperfetta vi è un’evoluzione verso una condizione più ordinata e perfetta.Esattamente l’opposto di quanto sostiene la seconda LEGGE della termodinamica che,in quanto legge,è dimostrata sperimentalmente..

http://www.lingannodellevoluzione.com/ca…

Divertente come usi i termini “teoria” e “legge” per screditare l’evoluzione, ignorando che, ad esempio, la teoria della relatività spiega la gravità meglio della legge di gravità. In ogni caso, come detto sopra, la seconda legge della termodinamica si riferisce a sistemi isolati o chiusi, mentre la Terra e i viventi non lo sono.

5)le mutazioni su cui si baserebbe la TEORIA sono sempre sfavorevoli.I mutanti infatti vengono isolati dai propri simili e sono destinati ad una morte prematura(es:gatto con due teste).

Non tutte le mutazioni sono sfavorevoli, è falsissimo. Approfondimenti qui.

6)le probabilità di formazione casuale del DNA sono 1 su 10alla 600.La formazione del DNA è un “miracolo” visto che in matematica le probabilità inferiori a 1 su 10 alla 50 equivalgono a probabilità zero(impossibile).

http://www.lingannodellevoluzione.com/ca…

Il DNA non si è formato già così com’era, ha seguito una lunga evoluzione da composti chimici più semplici.

7)pensare che le cellule,gli organismi ,gli ecosistemi ,il sistema solare,..si siano generati spontaneamente è come pensare che dal nulla,con un po di tempo e di pazienza ,si auto-generi una portaerei completa di velivoli coi serbatoi pieni.

Una portaerei non si riproduce e non muta, l’esempio è insensato. E come si sarebbe dovuto produrre Dio?

8)Numerosi sono i casi di reperti falsificati da scenziati evoluzionisti per avvallare la loro TEORIA..

http://www.lingannodellevoluzione.com/ca…

Mh, e quindi? Il fatto che alcuni abbiano falsificato dati non significa che la teoria in sé cada. Oppure, dal momento che esistono Cristiani non cattolici, Ike dovrebbe pensare che il cattolicesimo cade, perché qualcuno ne falsifica le dottrine?

9)a 150 anni dalla sua formulazione quella dell’evoluzione rimane una TEORIA e non una LEGGE(dimostrata)

Non è vero che l’evoluzione è “solo una teoria”. In ambito scientifico, “teoria” non è “congettura, ipotesi”. Una teoria scientifica è un modello che prende in considerazione tutti i fatti e li accorda tra loro, è sostenuto da milioni di fatti indipententi e verificabili e non è contraddetto da nulla. Trovate fossili di conigli nel periodo Precambriano, se volete dimostrare che l’evoluzione è falsa. Fin’ora nessuno ci è riuscito. Anche quella dell’atomo è solo una teoria, ma nessuno si sognerebbe di metterla in discussione.

10)l’animale più simile all’uomo è il maiale e non la scimmia..
<<Diffusa mappa completa Dna maiale
Dopo 4 anni di lavoro di collaborazione Danimarca-Cina

(ANSA) – ROMA, 29 GIU – Pubblicata la mappa completa del genoma del maiale dopo 4 anni di lavoro di collaborazione tra Danimarca e Cina.La sequenza comprende 3,84 mln di frammenti di Dna di 5 varieta’ di suini allevati in Europa e in Cina. Inseriti nella banca dati anche i dati raccolti da 100 librerie di mappe di vari tessuti di maiale raccolti in diverse fasi dello sviluppo. Secondo lo studio il maiale e’ geneticamente il piu’ vicino all’uomo.

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Il maiale infatti ci può trasmettere malattie come il raffreddore o l’influenza..trasmettibili direttamente ad latri uomini.La scimmia invece ci trasmette zoonosi (malattie che non passano dal contagiato ad altri uomini).
Tipico è l’esempio del virus hiv,un virus di scimmia che DOPO aver contagiato un uomo col tempo è MUTATO,passando ad altri uomini.
L’influenza suina invece non muta,passa direttamente ad altri uomini.

Questa notizia è semplicemente falsa. Cercate sul sito dell’ANSA, non troverete nulla di simile. È lo scimpanzé quello con cui condividiamo il 98,5% del DNA.

Per finire, vorrei far notare come l’evoluzione sia ormai un fatto accertato al 100%. La teoria riguarda il “come” questa avvenga, non il fatto che avvenga. Un po’ come la teoria della gravità cerca di spiegare perché i corpi siano attratti dalla Terra. Se la teoria cadesse, non cominceremmo a volare, perché la gravità esiste. Dovremmo cercarne semplicemente un’altra spiegazione.

1 – L’evoluzione è stata osservata, e parlo della “macroevoluzione”, ossia di una specie che diventa un’altra, e non è più fertile con la specie precedente.

Queste specie si sono evolute:

Piante:
- Oenothera gigas
- Primula kewensis
- Tragopogon (due nuove specie: T. mirus and T. miscellus)
- Raphanobrassica
- Galeopsis tetrahit
- Madia citrigracilis
- Brassica
- Adiantum pedatum
- Woodsia abbeae
- Stephanomeira malheurensis
- Mimulus guttatus

Insetti:
- Drosophila paulistorum
- Drosophila melanogaster
E altri migliaia di speci di Drosophila (il moscerino della frutta) sia in laboratorio che sul campo.
- Rhagoletis pomonella
- Eurosta solidaginis
- Tribolium castaneum
- Nereis acuminata

Rettili:

-Ensatina

Mammiferi:
- Nello scoiattolo rosso americano è stato recentemente osservata una modifica del codice genetico per adattarsi ai cambiamenti climatici.

- Apodemus sylvaticus, un topo introdotto 250 anni fa nelle isole Faroe che si è adattato al nuovo ambiente piuttosto rapidamente dando vita ad una nuova specie.

Uccelli:
- Geospitza fortis

http://www.talkorigins.org/faqs/faq-speciation.html

http://www.talkorigins.org/faqs/speciation.html

http://evolution.berkeley.edu/evolibrary/article/0_0_0/evo_40

http://evolution.berkeley.edu/evolibrary/article/0_0_0/evo_45

http://www.sciencedaily.com/releases/2009/02/090205161109.htm

http://www.sciencedaily.com/releases/2009/07/090714104000.htm

http://www.sciencedaily.com/releases/2009/11/091105143710.htm

http://www.newscientist.com/article/mg17723832.300-squirrels-evolve-as-the-world-heats-up.html

http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7268/full/nature08480.html

http://www.pnas.org/content/94/15/7761.full

2 – Non è vero che siamo “perfetti” e che la “creazione” lo è, anzi ci sono molti difetti spiegabili attraverso l’evoluzione ma non con l’ipotesi che siamo stati creati da un Progettista onnisciente e onnipotente.

http://www.talkorigins.org/faqs/jury-rigged.html

http://www.onuspi.it/articoli/articolo0005.asp

3 – Non è vero che “la probabilità che si formi una proteina è bassissima e quindi la vita non può nascere dal caso”. Non è neanche vero che l’evoluzione stessa si basa sul concetto di “casualità”. La selezione naturale fa sì che si producano cose spettacolari attraverso piccoli passi singoli, e CUMULABILI. La cosa è spiegata bene qui:

http://riflessionisullafede.wordpress.com/2009/12/21/perche-levoluzione-non-e-casuale/

http://www.talkorigins.org/faqs/chance.html

http://www.talkorigins.org/faqs/faq-misconceptions.html#chance

http://www.talkorigins.org/faqs/abioprob/

http://www.cosediscienza.it/bio/07_vita.htm

4 – Non è vero che l’evoluzione viola il secondo principio della termodinamica. Questo si riferisce a sistemi chiusi, la Terra e gli esseri viventi non lo sono.

http://riflessionisullafede.wordpress.com/2010/01/16/levoluzione-non-viola-la-seconda-legge-della-termodinamica/

5 – Non è vero che non si trovano anelli mancanti. Abbiamo una documentazione abbastanza completa della storia evolitiva del cavallo, ad esempio. E sono stati trovati l’anello mancante tra pesce e anfibio, e tra rana e salamandra. Solo una percentuale minima di esseri viventi è nelle condizioni adatte per fossilizzarsi, quasi nessuno ha questa “fortuna”. Per questo è normale che la documentazione fossile non sia completa con tutti i passaggi graduali, ma questi non sono del tutto assenti.

http://it.wikipedia.org/wiki/Evoluzione_del_cavallo

http://news.nationalgeographic.com/news/2008/05/080521-frog-fossil.html

http://tiktaalik.uchicago.edu/

6 – Non è vero che l’evoluzione sta per essere abbandonata e molti scienziati non vi credono. I creazionisti sono una sparuta minoranza che non scrive nessun articolo scientifico serio (con il peer-review). In Italia gli unici sono Zichichi e Sermonti.

7 – Non è vero che l’evoluzione è “solo una teoria”. In ambito scientifico, “teoria” non è “congettura, ipotesi”. Una teoria scientifica è un modello che prende in considerazione tutti i fatti e li accorda tra loro, è sostenuto da milioni di fatti indipententi e verificabili e non è contraddetto da nulla. Trovate fossili di conigli nel periodo Precambriano, se volete dimostrare che l’evoluzione è falsa. Fin’ora nessuno ci è riuscito. Anche quella dell’atomo è solo una teoria, ma nessuno si sognerebbe di metterla in discussione.

8 – L’evoluzione, come ogni buona teoria, può essere usata per fare previsioni che puntualmente si avverano.

Grazie alla scoperta dei meccanismi evolutivi gli scienziati stanno comprendendo anche alcune malattie accedendo a possibilità di cure per il cancro o altre malattie di origine genetica.

Alcuni casi in cui la teoria dell’evoluzione ha aiutato a fare predizioni e scoperte:

Agricoltura:

- Tramite la biodiversità si previene malattie e infestazioni proprio come supposto dalla teoria dell’evoluzione.
- L’ibridazione tra specie da vita a nuove specie resistenti a particolari tipi di virus e infestazione nel grano.
- Gli infestanti sviluppano resistenza particolare a determinati tipi di insetticidi proprio come predetto dalla teoria dell’evoluzione. L’evoluzione quindi ci permette di prevedere quando e come cambiare insetticida prima che la generazione sviluppi una resistenza.

Medicina:

- Il virus influenza evolve il fretta, le teorie dell’evoluzione ci insegnano come prevedere questi cambiamenti e correre ai ripari con vaccini.
- Resistenza dei batteri agli antibiotici. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un caso in cui l’evoluzione funziona e la teoria ci permette di fare ipotesi e prevedere il comportamento di questi batteri e prevenire se possibile i problemi da essi causati.
- Nel caso dell’HIV i biologi evoluzionisti stanno cercando di capire i meccanismi evolutivi di questo virus per creare un vaccino. Secondo le ultime fonti ci sarebbero anche riusciti.
- La corea di Huntington e altre malattie genetiche possono essere capite tramite il modello della teorie dell’evoluzione; infatti, se i geni mutanti non si estendessero ai figli, non esisterebbero tali malattie.

Altri esempi:

http://www.actionbioscience.org/evolution/pigliucci.html

http://evolution.berkeley.edu/evolibrary/search/topicbrowse2.php?topic_id=47

9 – I retrovirus dimostrano che l’uomo discende dagli scimpanzé.

http://riflessionisullafede.wordpress.com/2010/02/13/i-retrovirus-dimostrano-che-luomo-ha-un-antenato-comune-con-gli-scimpanze/

Categories: Scienza

I retrovirus dimostrano che l’uomo ha un antenato comune con gli scimpanzé

Se prendiamo il DNA umano e lo confrontiamo con quello dello scimpanzé, notiamo che sono molto simili. I cromosomi sembrano uguali, la sequenza dei geni segue lo stesso ordine. Di fatto, il 98,5% del nostro DNA è identico in tutto e per tutto a quello degli scimpanzé. I biologi pensano che già questa sia una prova irrefutabile che abbiamo un antenato in comune con loro, e che quindi la Teoria dell’Evoluzione è vera. I creazionisti, invece, sostengono che il codice genetico di ogni specie animale sia stato creato da Dio, che poteva tranquillamente farlo simile, se serviva così.

Dna uomo-scimpanzé

Quindi, assumiamo per un momento che l’evoluzione sia falsa, e vediamo dove ci porta questo assunto. È interessante notare come non condividiamo solamente i “bit” (le basi azotate) funzionali del nostro DNA con lo scimpanzé. Guardate, sul braccio corto del cromosoma 10 c’è qualcosa di interessante: il relitto di un’infezione virale.

Retrovirus nel cromosoma 10

Queste sequenze sono conosciute come retrovirus endogeni, o ERV. Che cos’è un ERV? I retrovirus immagazzinano le loro informazioni nell’RNA, e non nel DNA. Nel momento in cui infettano una cellula, convertono il loro genoma a RNA in DNA. Questo processo è conosciuto come trascrizione inversa. Questo DNA virale viene inserito in un punto casuale del cromosoma ospite. E se capita che il virus infetta le tue cellule germinali (quelle che producono cellule uovo o spermatozoi), e ti riproduci, il DNA virale sarà passato ai tuoi figli, e a tutte le generazioni seguenti.

Trasmissione genetica

Curioso, nella stessa posizione del cromosoma 10 dello scimpanzé c’è lo stesso retrovirus endogeno.

Stesso ERV uomo/scimpanzé

Potrebbe essere semplicemente una coincidenza. La probabilità che due virus si inseriscano nello stesso punto in due specie diverse come l’uomo e lo scimpanzé, calcolando la lunghezza dei loro cromosomi, è 1 su 3.000.000.000. Un po’ come se si dovesse estrarre a sorte tra tutta la popolazione mondiale del vostro sesso, e usciste voi. Di nuovo, nel braccio corto del cromosoma 1, c’è un altro resto di un’antica infezione virale. E, esattamente nello stesso punto del cromosoma dello scimpanzé, troviamo lo stesso ERV.

Altro ERV in comune

La probabilità che DUE virus si trovino negli stessi punti in due specie è 1 su 4.500.000.000.000.000.000. Questo sarebbe equivalente a te ed un tuo amico che scegliete casualmente lo stesso granello di sabbia da tutte le spiagge e deserti del mondo. Se guardiamo nel cromosoma 19 dell’uomo, troviamo un terzo ERV. E, indovinate? Ce n’è uno uguale, nello stesso punto, nel genoma degli scimpanzé. La probabilità, ora, con TRE ERV uguali, diventa 1 su 4.500.000.000.000.000.000.000.000.000. Come se tu entrassi in un casinò, facessi un doppio 1 ai dadi, 21 punti con due carte a Blackjack, vincessi alla roulette puntando sul 13 nero e facessi scala reale a Poker. Tre volte in una giornata! ma non è tutto: anche nel cromosoma 6 c’è un ERV, e lo troviamo nello stesso punto del DNA dello scimpanzé. La probabilità che ben QUATTRO retrovirus endogeni si trovino negli stessi punti è 1 su 3.375.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Come vincere tre lotterie lo stesso giorno in cui una cometa si schianta sulla Terra esattamente alle 2.37.41 pm.

Ma aspettate, c’è di più: anche sul cromosoma X si ripete la stessa cosa. Ora gli ERV sono CINQUE,  e la probabilità sale a 1 su 2.025.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Un po’ come se tu ed un tuo amico pescaste casualmente la stessa molecola di acqua da tutti gli oceani della Terra. È curioso che la probabilità sia inferiore ad 1 su 1×1040, un numero che i creazionisti amano usare dicendo che rende la cosa di cui si sta parlando impossibile. Mentre tutti sappiamo che solo una probabilità di ZERO implica che qualcosa sia impossibile. Di fatto, ci sono 16 retrovirus endogeni, in totale, negli stessi punti dei cromosomi dell’uomo e dello scimpanzé.

Tutti gli ERV umani e di scimpanzé sovrapponibili

La probabilità che 16 retrovirus endogeni siano negli stessi punti del genoma di due specie è 1 su 2.057.400.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000.000. Come essere colpiti da un fulmine alle 9 di mattina, vincere 3 lotterie, fare un doppio uno ai dadi, 21 a Blackjack con due carte, vincere alla roulette col 13 nero, fare una scala reale a poker, tutto questo 3 volte di fila, scegliere la stessa molecola d’acqua che ha scelto un tuo amico tra tutti gli oceani, essere colpito da un detrito spaziale e morire in un incidente aereo alle 2 del pomeriggio, 24 ore prima che un meteorite entri in collisione con la Terra e uccida chiunque altro. E abbiamo preso in considerazione solo i retrovirus di tipo K!

Il nostro genoma contiene all’incirca 98.000 ERV. La maggior parte di questi compaiono tali e quali in umani, scimpanzé, gorilla, orango-tanghi e macachi. La probabilità che tutti questi retrovirus abbiano infettato tutte queste specie negli stessi punti per puro caso è talmente piccola da essere ridicola. Ora, assumiamo invece che l’evoluzione sia vera per vedere cosa succede.

Umani e scimpanzé hanno un antenato comune, e i retrovirus che avrebbero infettato questo antenato comune si  sarebbero ripresentati sia nello scimpanzé che nell’uomo. E esattamente negli stessi punti dei cromosomi!

Albero genealogico dei primati

La probabilità che avvenga è… il 100%. Questa è la prova definitiva che l’evoluzione è vera. Come rispondono i creazionisti?

Risposta 1) Gli ERV non derivano da infezioni virali.

Sappiamo che è falso per due motivi:

  • Le sequenze degli ERV sono uguali al genoma dei retrovirus.
  • Possiamo vedere attualmente la formazione di un ERV dopo che un retrovirus ha infettato la cellula (ad esempio, l’HIV, il retrovirus che provoca l’AIDS)

Risposta 2) Gli ERV non sono prodotti dai virus; sono i virus ad essere prodotti dagli ERV.

Un po’ come dire che non sono i relitti ad essere prodotti dalle navi, ma le navi a prodursi magicamente dai relitti. Ma noi sappiamo che i virus non sono prodotti dagli ERV perché gli ERV hanno subito mutazioni e non sono funzionali.

Risposta 3) Gli ERV sono stati messi da Dio negli stessi punti di varie specie in modo da imitare esattamente le predizioni della teoria dell’evoluzione (???)

Usando la logica biblica, però, questo è impossibile. Tito 1:2 ci dice infatti  che Dio non può mentire, e i virus non potevano esistere prima della caduta dell’uomo e dell’entrata del peccato originale nel mondo.

Così, siamo rimasti con due alternative:

L’evoluzione è falsa

Centinaia di ERV diversi hanno infettato una moltitudine di specie, e per puro caso questi retrovirus endogeni sono andati a finire negli stessi punti dei cromosomi. Un evento decisamente ridicolo, la cui probabilità è 1 su 2×10138.

Oppure…

L’evoluzione è vera

Umani e scimpanzé condividono un antenato, e quindi i retrovirus endogeni. Spiega perfettamente i collegamenti tra i vari ERV. E questo è solo uno dei milioni di fatti che supportano la teoria dell’evoluzione.

Pensaci.

C. M. Romano, R. F. Ramalho, and P. M. de A. Zanotto; Tempo and mode of ERV-K evolution in human and chimpanzee genomes. Arch Virol (2006) 151: 22152228

Categories: Evoluzione, Scienza